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	<title>Ariarosa &#187; follow up</title>
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	<description>il blog di Aria Rosa</description>
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		<title>Il follow up della zia Bettina</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Feb 2016 09:03:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La scrittura social, dalla letterina di Natale a Linkedin Perché si scrive? Per passione, per sfogarsi, per lavoro, per piacere, per forza. Scrivere è difficile, impossibile, faticoso; è bello, gratificante, divertente. Quando ero piccola, oltre a leggere avidamente tutto ciò &#8230; <a href="http://www.ariarosa.it/web/il-follow-up-della-zia-bettina/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La scrittura social, dalla letterina di Natale a Linkedin</strong></p>
<p>Perché si scrive?<br />
Per passione, per sfogarsi, per lavoro, per piacere, per forza.<br />
Scrivere è difficile, impossibile, faticoso; è bello, gratificante, divertente.</p>
<p>Quando ero piccola, oltre a leggere avidamente tutto ciò che mi passava sotto mano, scrivevo.<br />
Per il piacere di rileggere i miei pensieri, finalmente messi in ordine e spinti verso un senso, che all’inizio non conoscevo e che scoprivo poco a poco.</p>
<p>Qualche volta invece mi toccava scrivere per forza: gli auguri di Natale e Pasqua e compleanni.<br />
Una volta si usava così.<br />
La mia allenatrice alla scrittura “per dovere” era la zia Bettina, che mi costringeva a interminabili sedute in cui riempivo pacchi di cartoline e bigliettini, con le frasi di rito.<br />
Non solo le feste comandate, anche ringraziamenti per regali ricevuti, condoglianze, congratulazioni per matrimoni, feste, battesimi, comunioni e cerimonie affini.</p>
<p><a href="http://www.ariarosa.it/wp-content/uploads/2016/02/Zia_Bettina2_Resize.jpg"><img title="Zia_Bettina2_Resize" class="alignleft size-full wp-image-1198" alt="" src="http://www.ariarosa.it/wp-content/uploads/2016/02/Zia_Bettina2_Resize-e1455354903797.jpg" width="500" height="448" /></a></p>
<p>La zia Bettina era un drago del follow up: intratteneva le relazioni come il più assiduo dei marketer.<br />
Non le sfuggiva nulla: ricordava a memoria i compleanni di tre generazioni di parenti e parenti acquisiti, era preparatissima sul “santo del giorno” e non vi era onomastico, anche degli omonimi del più oscuro martire minore, che non venisse minuziosamente memorizzato e registrato.</p>
<p>Molto prima di Zuckerberg la zia Bettina faceva networking, con una determinazione degna di un marine in allenamento.<br />
Io ero il suo soldato palladilardo.</p>
<p>Quanto ho odiato i bigliettini da spedire con le frasi di circostanza “tanti cari auguri”, “migliori auguri di buon anno”, “sentite condoglianze”; ricordo la volta in cui mi volle costringere all’orrida rima “un bacetto, Gina Moretto”. Lì mi ribellai.<br />
Fu in quel giorno che nacque in me l’odio per le ripetizioni e l’avversione per i funnel che, lo so, funzionano, ma non per chi ha avuto una ziaBettina nell’albero genealogico.</p>
<p>L’eredità preziosa dell’ineffabile zia è la passione per le relazioni.<br />
<strong>Il desiderio di comunicare – per iscritto – con le mie reti, in modo unico e personale.</strong></p>
<p><strong>COSA FUNZIONA PER ME<br />
Farmi le domande<br />
</strong>Se decido di stare sui social da professionista è bene che mi faccia delle domande.<br />
- Quali sono i miei obiettivi di business?<br />
- E quelli di marketing?<br />
- A chi sto parlando?<br />
- Cosa voglio che la mia rete faccia per me?<br />
- Cosa faccio di buono per la mia rete?<br />
- Il mio obiettivo cambia o è sempre lo stesso?<br />
Tutte queste domande, periodicamente, me le faccio per iscritto:<br />
Vi assicuro che fa la differenza.</p>
<p><strong>Parlare in prima persona<br />
</strong>La prima persona è la voce dell’autobiografia.<br />
Da Rousseau a <em>“longtemps je me suis couché de bonne heure”<br />
</em> parlare in prima persona significa mettersi in gioco e cercare la relazione.<br />
Sui social, prima viene la persona, il “chi sono”, poi l’azione, il “cosa faccio”.<br />
I ruoli sono utili per farsi ricercare su Google, ma quando le persone arrivano da me devono trovare l’unicità, il tratto distintivo, che le farà decidere di relazionarsi con me.</p>
<p><strong>Rispondere. Sempre<br />
</strong>Il minimo che posso fare quando qualcuno mi contatta è rispondergli.<br />
Una persona che mi contatta mi regala il suo interesse, il suo tempo, il suo valore.<br />
La risposta – il più tempestiva possibile –<br />
è l’equo scambio che fa comprendere al mio interlocutore che lui per me, vale.</p>
<p><strong>Mettere luce nelle relazioni: la magic mail.<br />
</strong>La scrittura è il mio strumento di lavoro<br />
e la uso per mettere in contatto tra loro le persone di valore.<br />
<a href="https://www.linkedin.com/in/lucabozzato" target="_blank"> Luca Bozzato</a> nei suoi corsi parla della magic mail.<br />
Una magic mail è un breve testo nel quale spiego ai miei due interlocutori, possono essere anche di più</p>
<ul>
<li>Perché li sto mettendo in contatto</li>
<li>Quali sono le caratteristiche di ognuno di loro in cui io riconosco valore</li>
<li>Soprattutto la mia esperienza di relazione professionale con ciascuno.</li>
</ul>
<p><strong>Scrivere segnalazioni su Linkedin<br />
</strong>Linkedin è la piattaforma di relazione professionale per eccellenza.<br />
Offre quindi la possibilità di scrivere brevi segnalazioni<br />
sui professionisti della mia rete con cui lavoro.<br />
Meglio essere brevi, sintetici, chiari.<br />
A nessuno interessa sapere che Tizio è simpatico e Caio ha un master.<br />
Ciò che conta è come Tizio si relaziona e in che modo il master di Caio<br />
può garantire le competenze adeguate a un ruolo professionale.</p>
<p>Lo schema ideale per la segnalazione è:</p>
<ul>
<li>Ho lavorato/lavoro con lui/lei</li>
<li>Riconosco che è bravo/bravissimo in questo lavoro</li>
<li>Apprezzo le sue competenze tecniche nel tale settore</li>
<li>Garantisco che sarà di aiuto nello svolgere la tale mansione</li>
</ul>
<p>______________________________<br />
La scrittura nell&#8217;era dei social ancora serve.<br />
Grazie ZiaBe.</p>
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