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	<title>Ariarosa &#187; Ouagadougou</title>
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	<description>il blog di Aria Rosa</description>
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		<title>Mama Africa: Ouagadougou</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Apr 2011 14:51:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Jejé Vigné Lo-ho Jejé Vigné Lo-ho Togo &#8211; Lò ! Canto, salto e ballo sui gradini dell’aeroporto di Ouaga mentre Mama Africa mi accoglie. Dietro di me un carretto traboccante di bagagli incalza. “Attention, attention madame, attention ! &#8230;” Sento &#8230; <a href="http://www.ariarosa.it/viaggi/africa-burkina-faso/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ariarosa.it/wp-content/uploads/2011/04/04-aeroport-ouaga.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-97" title="04-aeroport ouaga" src="http://www.ariarosa.it/wp-content/uploads/2011/04/04-aeroport-ouaga.jpg" alt="" width="498" height="330" /></a></p>
<p><em>Jejé Vigné Lo-ho<br />
Jejé Vigné Lo-ho<br />
Togo &#8211; Lò !</em><br />
Canto, salto e ballo sui gradini dell’aeroporto di Ouaga mentre Mama Africa mi accoglie. Dietro di me un carretto traboccante di bagagli incalza.<em><br />
“Attention, attention madame, attention ! &#8230;”</em> Sento gridare, mani mi afferrano il braccio per mettermi in salvo dal carrello stracolmo che corre giù dalla rampa, animato di vita propria e inseguito da un <em>porteur</em> affannato.<br />
All’interno della sala arrivi cataste di colli ostacolano viaggiatori sudati e puzzolenti, che traspirano sotto giacconi imbottiti e sciarpe di lana.<br />
I miei piedi bollenti incespicano in grovigli di tubi che spuntano a tradimento dai buchi che costellano il pavimento di cemento.<br />
Il nastro trasportatore dei bagagli non funziona: le valigie cadono rumorosamente a terra, lanciate da facchini vocianti. I passeggeri del volo da Parigi (cinque ore di ritardo causa brina sulle ali) scavalcano sacchi e persone per raggiungere il proprio bagaglio. Alcuni siedono su mucchi di valigie appena recuperate.<br />
Qua e là qualche collo sventrato lascia intravedere il contenuto, illuminato dalla luce scialba dei tubi fluorescenti. I ventilatori, malgrado rari momenti di accelerazione turbo, comunque inefficaci e subito seguiti dallo spegnimento delle luci dell’aeroporto, non producono alcuna variazione sensibile alla temperatura.<br />
Fatica, caldo, puzza e rumore.<br />
Benvenuti a Ouaga.<br />
Per la verità la sala arrivi dell’aeroporto è ancora un Non Mondo, ove si levita tra il Prima e l’Adesso. Il Prima apparentemente organizzato dei nostri aeroporti, la cui efficiente gestione ha comunque dovuto soccombere alle recenti nevicate. E … Il bello dell’Africa è che in Africa non c’è un Dopo, ma solo un Intensissimo ORA.<br />
Mama Africa: uno dei luoghi più spirituali del mondo. Tutto sempre, assolutamente, totalmente concentrato sul vitale momento presente. Il presente necessario per poter dire: “ci sono”.<br />
Eccomi: sulla porta d’ingresso dell’aeroporto di Ouaga.<br />
Ci sono !<br />
Il mio amico Mesme risponde al mio canto.<em><br />
Jejé Vigné Lo-ho<br />
Jejé Vigné Lo-ho<br />
Togo &#8211; Lò !</em><br />
Gli occhi sorridono di giora prima ancora che la bocca riapra.<br />
I dreadlock volano.<br />
Benvenuta a casa !</p>
<p><em>[20 dicembre 2010]</em></p>
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