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	<title>Ariarosa &#187; scrittura efficace</title>
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	<description>il blog di Aria Rosa</description>
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		<title>Biancaneve e i 7 Social</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Jul 2017 11:32:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Rassegna fiabesca sulle insidie del social media marketing, ovvero come e qualmente una svampita come Biancaneve è impossibile che ne esca viva Ho sempre pensato che Biancaneve non fosse granché intelligente, ma di sicuro era una che aveva culo. Scatena &#8230; <a href="http://www.ariarosa.it/web/biancaneve-e-i-7-social/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Rassegna fiabesca sulle insidie del social media marketing, ovvero come e qualmente una svampita come Biancaneve è impossibile che ne esca viva</em></p>
<p><a href="http://www.ariarosa.it/wp-content/uploads/2017/07/PULSE_Immagine_Biancaneve-e-i-7-social.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1238" title="pulse_immagine_biancaneve-e-i-7-social" src="http://www.ariarosa.it/wp-content/uploads/2017/07/PULSE_Immagine_Biancaneve-e-i-7-social-e1501241408702.jpg" alt="" width="500" height="268" /></a></p>
<p>Ho sempre pensato che Biancaneve non fosse granché intelligente, ma di sicuro era una che aveva culo. Scatena le ire della matrigna ossessionata dall’immagine, che pensa di vincere eliminando i competitors e assolda un killer; purtroppo ne trova uno di seconda mano, caratterizzato da un burroso cuore tenero che, al momento di sferrare il colpo fatale, vacilla, risparmiando la vita all&#8217;odiata sciacquetta.</p>
<p>Biancaneve erra per un po’ nel bosco, poi piomba in casa e nella vita di 7 poveracci che si fanno il mazzo a lavorare e decide di installarsi da loro, cinguettando canzoni di sanremo. Loro la accolgono di buon grado e, benché lei sia svanita e accetti mele dagli sconosciuti &#8211; forse sperando così di incontrare SteveJobs &#8211; grazie al loro sostegno prima o poi arriva il presunto epilogo positivo: un cliente sul cavallo bianco arriva da lei che giace &#8211; tanto per cambiare &#8211; stesa, tramortita e inconsapevole, in una bara di cristallo, ché la trasparente visibilità – si sa – è importante. Lui la bacia e il resto si vuol credere che sia lieto fine.</p>
<blockquote><p>Biancaneve, ma chi è? Biancaneve è il solito utente dei social, che li usa tutti e non ne conosce nemmeno uno.</p></blockquote>
<p>Un po’ zoccola, un po’ svanita, salta da uno all’altro senza rendersi conto che SONO DIVERSI. I poveri social fanno il loro dovere meglio che possono e, prima o poi, anche per Biancaneve qualche contatto arriva, ma non sempre si tratta di clienti principeschi.</p>
<p>Io a Biancaneve continuo a preferire Grimilde che, se non altro, facendo il suo onesto lavoro di competitor, contribuisce a migliorare il mercato e poi è sempre impegnata a farsi domande guardandosi allo specchio. Sarà anche un po’ egocentrica, ma almeno si interroga sui massimi sistemi, mentre Biancaneve o dorme e attende che il cliente si accorga di lei, oppure si affida ai nani, senza chiedersi quale sarà il prezzo da pagare se si relaziona con loro con leggerezza.</p>
<p>Di questi nanetti industriosi ho una mia percezione, che sarà certamente di parte, ma in fondo rende l’idea di come un utente normodotato si relazioni con loro. Per le strategie superiori rivolgersi agli esperti.</p>
<blockquote><p><strong>1.   LinkeDotto lo spocchioso,</strong> anche se non ti sta simpatico ti conviene considerarlo</p></blockquote>
<p>Di primo acchito è antipatico. Non è amichevole, si atteggia a super competente, usa un linguaggio tutto suo, parla inglese anche quando si potrebbe benissimo parlare italiano, non fa nulla per renderti la vita facile. Sfoggia un’arietta spocchiosa da super intenditore e per capire come ragiona ci vogliono i maghi come <a href="http://bit.ly/1PILl3y" target="_blank">Luca Bozzato</a>.</p>
<p>Luca ti spiega come trattarlo, in modo che anche tu, un giorno, riesca a postare un contenuto su Pulse, perché LinkeDotto ti fa sudare sette camicie: una volta dovevi passare all’inglese, poi chiedere per favore, poi provare a postare e, per un po’, ha funzionato. Poi il subdolo nanetto ha finto di permetterti di postare su Pulse senza dover saltabeccare da una lingua all’altra, ma in realtà Pulse non funzionava più. Ti devi avvicinare sempre con umile reverenza, inchinarti e pregare che l’editor formatti il testo come vuoi tu.</p>
<p>A LinkeDotto non va che si dica che un contenuto <em>“piace”</em>: il piacere qui è bandito, al massimo puoi <em>“consigliare”</em>, ma attento! Se commetti errori LinkeDotto, come tutti i saccenti perfezionisti, non perdona. Se consigli un contenuto a caso, LinkeDotto ne terrà conto e la tua bacheca verrà invasa da altre stronzate. Insomma, bada a come parli, occhio a come ti muovi, meglio chiedere aiuto. Lui ogni tanto qualche sforzo per sembrare umano come i suoi fratelli lo fa, ma gli viene malissimo. Quando lo incontri ti passa la voglia di stare in sua compagnia, perché la fatica la devi sempre fare tu, però…</p>
<p>Però &#8211; accidenti a lui &#8211; LinkeDotto, forse proprio perché se la tira, ha un mucchio di gente che va alle sue feste. Lui è esigente e un po’ all’antica: non ti presentare in canotta e ciabatte, perché sennò non ti farà parlare con gli invitati che contano. Ora che è stato corteggiato e conquistato da microsoft se la tira anche di più e ti costringe a riscrivere il Riepilogo se vuoi che i tuoi dati di contatto siano visibili nelle prime righe dei risultati; i progetti invece li ha fatti sparire, ma il perché non è dato di saperlo. LinkeDotto sta nell’ombra, pronto a sanzionare i tuoi errori di comunicazione e a scrutare chi fa passi falsi, ma se ti comporti da bravo ospite ti lascia in pace e finalmente puoi conoscere gente interessante.</p>
<p>Una cosa è certa: prima o poi i cialtroni LinkeDotto li fa fuori. Forse questo è ciò che me lo rende accettabile.</p>
<blockquote><p><strong>2.   Pisolo Youtubolo, </strong>anche se lui schiaccia un pisolino, tu non dormire e ricordati che le descrizioni dei contenuti e le parole chiave funzionano anche qui</p></blockquote>
<p>Youtubolo sbadiglia e si stende ovunque per fare un sonnellino, come Pisolo. La sua interazione è ridotta ai minimi termini, ma è presente su qualsiasi superficie, che gli permetta di schiacciare un pisolino. Youtubolo si può sdraiare dappertutto, basta copiare incollare il link, di sicuro è indispensabile se vuoi caricare dei video sugli altri social perché è il modo più veloce e leggero per far vedere i contenuti video alle tue reti. Si spaccia per super collegato, ma a me dà sempre l’impressione che i video siano un ottimo modo per “colpire” l’interlocutore senza doversi troppo coinvolgere, si sa <em>“verba volant, scripta manent”</em>. Quando registri il tuo video, se sei un professionista, tieni in pugno l’interlocutore: la potenza dell’immagine, parlante e in movimento, può ipnotizzare chi ti guarda. Tu parli, guidi, conduci e l’altro ascolta, assorbe, segue. Se invece sei un ignobile cialtrone produci video che vanno oltre i 2 minuti, a inquadratura fissa, magari con il tuo letto sfatto alle spalle e il sottofondo musicale di RadioBuea. Quando ancora ero inconsapevole l’ho fatto pure io. Poi ho incontrato i veri professionisti, mi sono innamorata di Youtubolo e ho smesso di produrre video fatti in casa.</p>
<p>Detesto i webinar e i video tutorial, perché non sopporto di dover stare lì ad attendere che un altro decida in che tempi dispensarmi le sue pillole di saggezza. Pratico con soddisfazione le tecniche di lettura veloce e kindle è la mia risorsa preferita: posso leggere 3 libri di 200 pagine in una notte senza annoiarmi, cogliendo il succo del discorso e selezionando velocemente quello che mi serve. Ma Monty Montemagno dice che entro 5 anni la percentuale degli utenti che guarderà solo video aumenterà a dismisura. Credo abbia ragione, perché la pigrizia vince sempre sulla volontà di impegnarsi.</p>
<p>Quindi arrendiamoci all’evidenza: i video sono indispensabili. Se girati da un professionista, meglio. Sennò verremo invasi da faccioni selfie autoprodotti che cianciano di contenuti senza senso, mentre mangiano, stanno in spiaggia, guidano, camminano. L’unico momento di eccitazione in queste produzioni da sfigati lo si ottiene quando, distratti dal telefonino, vanno a sbattere contro un palo o vengono inculati dall’auto che li segue.</p>
<p>In quel momento diventano virali.</p>
<blockquote><p><strong>3.   Brontolo Facebookolo,</strong> nato per il cazzeggio, adesso <strong>cambia marcia </strong>- forse</p></blockquote>
<p>A me Facebookolo sta simpatico. Non è complicato, ti sembra di capire subito come prenderlo, si relaziona con tutti, ti permette di dare l’amicizia a cani e porci. Aziende che si spacciano per persone, persone che si nascondono dietro avatar, foto di gattini e cagnetti al posto dell’immagine di profilo, Facebookolo manda giù tutto. L’importante è avere un bel via vai di gente in casa. Quindi è anche pieno di squilibrati che litigano e delirano. Però lo frequento con piacere, perché è semplice. Puoi creare eventi, farti una pagina con facilità, condividere contenuti di tutti i tipi. Facebookolo ha un solo difetto, che rischia di diventare pericoloso: censura contenuti di valore, secondo una logica che capisce solo lui. Le mamme che allattano te le banna perché si vede una tetta e, dal suo punto di vista, sono lesive della morale, ma permette foto di animali maltrattati. Vigila sui tags in modo arbitrario, per cui ti puoi ritrovare con giorni di sospensione per aver taggato persone consenzienti su contenuti di loro interesse, mentre altri ti spammano allegramente taggandoti tre volte al giorno nella foto del dentino del figlio, nel post del Convegno dei nazisti dell’Illinois, nel video fatto in casa della zia Pina che cucina la zuppa di cavolo nero.</p>
<p>Con Facebookolo si deve stare attenti, perché lui riceve in casa chiunque. Si presenta amichevole, ma proprio come fanno molte persone nella vita reale, nasconde delle insidie. Il tono generale in casa sua è quello lamentoso-rabbioso, ma se non ti fai travolgere e sai come prenderlo ti può dare soddisfazione. Nel 2017 sono arrivate tante novità, il profilo video e altre chicche, ma purtroppo Facebookolo ha anche deciso di fare concorrenza al suo fratello serio LinkeDotto e adesso vuole fare business pure lui. In effetti funziona e quindi facciamoci aiutare da qualcuno che ne sa, come <a href="https://www.facebook.com/davidedalmaso.ddm/" target="_blank">Davide Dal Maso</a></p>
<p>Anche perché ormai molti utenti usano Facebookolo come motore di ricerca. Arrendiamoci.</p>
<blockquote><p><strong>4.   TwitterEolo va capito </strong>e comunque, benché ne abbiano più volte annunciato la fine, è ancora vivo e vegeto</p></blockquote>
<p>Twitterolo è lieve e potente come uno sternuto. Sintetizza tutta la sua comunicazione in quel breve attimo in cui spara fuori aria concentrata e compressa. 140 goccioline gli sprizzano dal naso e si disperdono nell’etere. E’ contagioso perché quando sternutisce forte e con intenzione, il suo strombazzare viene ripetuto da tanti altri.</p>
<p>Può sembrare malato grave, ma non lo è. Lo hanno dato per spacciato molte volte, annunciandone la fine, ma lui resiste.</p>
<p>Se riesci a capirne il senso i suoi sternuti diventano un’armonia, ma per farlo non hai alternativa: o segui qualcuno di bravo, come <a href="https://www.radiocafoscari.it/2017/05/22/ufficio-stampa-e-digital-pr/" target="_blank">Francesca Anzalone</a>, che ti svela tutti i segreti del Digital PR, oppure ti dovrai accontentare di restare lì ad ascoltarlo sternutire, sentendoti emarginato e impotente.</p>
<blockquote><p><strong>5.   Mammolo Pinterest </strong>con il tempo lo apprezzi, se lo prendi per quello che è. Comunque ne puoi sfruttare le caratteristiche per promuoverti</p></blockquote>
<p>Un timidone. Sensibile a suoni e colori, annaffia fiori, colleziona farfalle, disegni e immagini.</p>
<p>Come tutti i timidi non si presta a grandi conversazioni, va preso così com’è, pieno di buone intenzioni e siccome non è poi malaccio e, se usato con intelligenza ti introduce presso i fratelli più ciarlieri, stare qualche oretta in sua compagnia vale la pena.</p>
<blockquote><p><strong>6.   GooglongoloPlus </strong>il più inutile dei nani &#8211; dico io</p></blockquote>
<p>Di quel ciccione di Googlongolo Plus c’è poco da dire. Tutti abbiamo a che fare con lui, anche se ci sta simpatico come un mal di pancia.</p>
<p>Considerato una necessità, lo subisci quando un’agenzia web ti fa il sito e nella parte social ci caccia dentro Googlongolo d’ufficio. Non si sa perché: non lo sai tu, non lo sa l’agenzia e non lo sa nemmeno lui. Comunque è figlio d’arte e, per compiacere babbo Google o per paura che il fatto di ignorarlo possa scatenare su di noi le ire funeste di Sua Maestà Google l’Onnipotente, ci si adatta a malincuore a tenere un account Google Plus.</p>
<p>Disadorno, segue una logica network egocentrica, in cui tu devi decidere in quali cerchie inserire i contatti, ma la reciprocità non è garantita. Ti costringe a cervellotici ragionamenti per stabilire chi va in quale contenitore e poi ti presenta alla rinfusa qualunque contenuto in una bachecona gigante in cui forse spera che l’abbondanza ti confonda e ti faccia addivenire a più miti consigli nei suoi confronti.</p>
<p>Quando ti ricordi che esiste e torni sulla tua bacheca, ti fa anche sentire in colpa perché sei costretto a prendere nota del fatto che sono passati alcuni mesi dall’ultima volta che ci hai postato dentro qualcosa, ma il fatto che, alla fin fine, i tuoi contatti si comportino proprio come te e il loro ultimo aggiornamento risalga alla caduta dell’Impero romano d’oriente, ti consola un pochettino e ti fa sentire meno solo.</p>
<p>Fai spallucce e torni allegramente a cazzeggiare con Facebookolo.</p>
<blockquote><p><strong>7.   Instagrammucciolo </strong>il più incompreso della rete. Potrebbe dare tanto, ma tutti lo bistrattano</p></blockquote>
<p>E’ il piccolo, ultimo arrivato. E&#8217; muto e questo lo rende simpatico. Poche parole e molti fatti: immagini in primo piano e solo qualche mugolìo, qui e là.</p>
<p>Certo che tutti quegli hashtag insensati, scritti e disseminati a spaglio nel vano tentativo di acchiappare un po’ di followers ti irritano, ma poi Instagrammucciolo ti sorride con le sue microstorie sdentate e tu ti intenerisci.</p>
<p>I suoi sostenitori lo difendono a spada tratta, affermando che è il social per eccellenza, che è un social visivo, che solo le immagini hanno senso, ma a te resta sempre il dubbio che, se continuano a usarlo in quel modo, dipenda dal fatto che sono degli analfabeti di ritorno, che hanno scordato i bei tempi in cui la maestra insegnava loro a vergare semplici frasi, composte di soggetto, verbo, complemento.</p>
<p>In fondo, però, Instagrammucciolo non ne ha colpa, povera creatura. Lui continua a sorridere e a tentare di ingraziarsi il pubblico facilitando sempre più il compito a chi vuole sentirsi un super fico anche se fa le foto con il telefonino. Ti aiuta in tutti i modi, questo gli va riconosciuto: la foto più sgrausa e schifosa te la lascia trasformare in un capolavoro, grazie ai filtri e alle modifiche incluse nell’app. Ha persino permesso che dal formato quadrato si passasse al rettangolare per facilitare il compito e semplificare la vita anche a quelli che sono incapaci di concentrarsi su un’inquadratura. Benché lui sia prodigo di supporti, c’è sempre qualcuno che posta delle foto di paesaggi alpini con una mucca tagliata a metà, di cui si vede solo il posteriore, oppure una città d’arte con il cassonetto dell’umido, traboccante di rifiuti organici, in primo piano.</p>
<p>Instragrammucciolo sorride e strabuzza gli occhioni, sforna a manetta sofisticate applicazioni, che dovrebbero trasformare persino me in un premio pulitzer, ma malgrado questo viene invaso da orde di sprovveduti dediti all’improvvisazione che fanno stalking al gatto di casa e lo postano, tendono agguati al cane e li postano, si fanno selfie e li postano, mangiano guardando in camera e postano orride foto mentre masticano con vigore, esibendo in primo piano la foglia di lattuga tra i denti, infine chiudono in gloria fotografandosi i piedi, e li postano.</p>
<p>Lui tiene duro e continua a sorridere. Ogni tanto mi viene il dubbio che sia un po’ scemo, ma poi penso che ha reso la fotografia un po’ più democratica e meno supponente e allora lo perdono.</p>
<p>Se vuoi spiccare il volo con il social più incompreso della rete segui <a href="http://webities.net/instagram-fly-method/" target="_blank">Davide Dal Maso</a></p>
<blockquote><p>Consiglio per Biancaneve: smetti di cinguettare e cerca di capire come sono fatti i nani, magari, se comprendi come funziona, trovi un Principe vero</p></blockquote>
<blockquote><p>AMEN</p></blockquote>
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		<title>Il follow up della zia Bettina</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Feb 2016 09:03:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La scrittura social, dalla letterina di Natale a Linkedin Perché si scrive? Per passione, per sfogarsi, per lavoro, per piacere, per forza. Scrivere è difficile, impossibile, faticoso; è bello, gratificante, divertente. Quando ero piccola, oltre a leggere avidamente tutto ciò &#8230; <a href="http://www.ariarosa.it/web/il-follow-up-della-zia-bettina/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La scrittura social, dalla letterina di Natale a Linkedin</strong></p>
<p>Perché si scrive?<br />
Per passione, per sfogarsi, per lavoro, per piacere, per forza.<br />
Scrivere è difficile, impossibile, faticoso; è bello, gratificante, divertente.</p>
<p>Quando ero piccola, oltre a leggere avidamente tutto ciò che mi passava sotto mano, scrivevo.<br />
Per il piacere di rileggere i miei pensieri, finalmente messi in ordine e spinti verso un senso, che all’inizio non conoscevo e che scoprivo poco a poco.</p>
<p>Qualche volta invece mi toccava scrivere per forza: gli auguri di Natale e Pasqua e compleanni.<br />
Una volta si usava così.<br />
La mia allenatrice alla scrittura “per dovere” era la zia Bettina, che mi costringeva a interminabili sedute in cui riempivo pacchi di cartoline e bigliettini, con le frasi di rito.<br />
Non solo le feste comandate, anche ringraziamenti per regali ricevuti, condoglianze, congratulazioni per matrimoni, feste, battesimi, comunioni e cerimonie affini.</p>
<p><a href="http://www.ariarosa.it/wp-content/uploads/2016/02/Zia_Bettina2_Resize.jpg"><img title="Zia_Bettina2_Resize" class="alignleft size-full wp-image-1198" alt="" src="http://www.ariarosa.it/wp-content/uploads/2016/02/Zia_Bettina2_Resize-e1455354903797.jpg" width="500" height="448" /></a></p>
<p>La zia Bettina era un drago del follow up: intratteneva le relazioni come il più assiduo dei marketer.<br />
Non le sfuggiva nulla: ricordava a memoria i compleanni di tre generazioni di parenti e parenti acquisiti, era preparatissima sul “santo del giorno” e non vi era onomastico, anche degli omonimi del più oscuro martire minore, che non venisse minuziosamente memorizzato e registrato.</p>
<p>Molto prima di Zuckerberg la zia Bettina faceva networking, con una determinazione degna di un marine in allenamento.<br />
Io ero il suo soldato palladilardo.</p>
<p>Quanto ho odiato i bigliettini da spedire con le frasi di circostanza “tanti cari auguri”, “migliori auguri di buon anno”, “sentite condoglianze”; ricordo la volta in cui mi volle costringere all’orrida rima “un bacetto, Gina Moretto”. Lì mi ribellai.<br />
Fu in quel giorno che nacque in me l’odio per le ripetizioni e l’avversione per i funnel che, lo so, funzionano, ma non per chi ha avuto una ziaBettina nell’albero genealogico.</p>
<p>L’eredità preziosa dell’ineffabile zia è la passione per le relazioni.<br />
<strong>Il desiderio di comunicare – per iscritto – con le mie reti, in modo unico e personale.</strong></p>
<p><strong>COSA FUNZIONA PER ME<br />
Farmi le domande<br />
</strong>Se decido di stare sui social da professionista è bene che mi faccia delle domande.<br />
- Quali sono i miei obiettivi di business?<br />
- E quelli di marketing?<br />
- A chi sto parlando?<br />
- Cosa voglio che la mia rete faccia per me?<br />
- Cosa faccio di buono per la mia rete?<br />
- Il mio obiettivo cambia o è sempre lo stesso?<br />
Tutte queste domande, periodicamente, me le faccio per iscritto:<br />
Vi assicuro che fa la differenza.</p>
<p><strong>Parlare in prima persona<br />
</strong>La prima persona è la voce dell’autobiografia.<br />
Da Rousseau a <em>“longtemps je me suis couché de bonne heure”<br />
</em> parlare in prima persona significa mettersi in gioco e cercare la relazione.<br />
Sui social, prima viene la persona, il “chi sono”, poi l’azione, il “cosa faccio”.<br />
I ruoli sono utili per farsi ricercare su Google, ma quando le persone arrivano da me devono trovare l’unicità, il tratto distintivo, che le farà decidere di relazionarsi con me.</p>
<p><strong>Rispondere. Sempre<br />
</strong>Il minimo che posso fare quando qualcuno mi contatta è rispondergli.<br />
Una persona che mi contatta mi regala il suo interesse, il suo tempo, il suo valore.<br />
La risposta – il più tempestiva possibile –<br />
è l’equo scambio che fa comprendere al mio interlocutore che lui per me, vale.</p>
<p><strong>Mettere luce nelle relazioni: la magic mail.<br />
</strong>La scrittura è il mio strumento di lavoro<br />
e la uso per mettere in contatto tra loro le persone di valore.<br />
<a href="https://www.linkedin.com/in/lucabozzato" target="_blank"> Luca Bozzato</a> nei suoi corsi parla della magic mail.<br />
Una magic mail è un breve testo nel quale spiego ai miei due interlocutori, possono essere anche di più</p>
<ul>
<li>Perché li sto mettendo in contatto</li>
<li>Quali sono le caratteristiche di ognuno di loro in cui io riconosco valore</li>
<li>Soprattutto la mia esperienza di relazione professionale con ciascuno.</li>
</ul>
<p><strong>Scrivere segnalazioni su Linkedin<br />
</strong>Linkedin è la piattaforma di relazione professionale per eccellenza.<br />
Offre quindi la possibilità di scrivere brevi segnalazioni<br />
sui professionisti della mia rete con cui lavoro.<br />
Meglio essere brevi, sintetici, chiari.<br />
A nessuno interessa sapere che Tizio è simpatico e Caio ha un master.<br />
Ciò che conta è come Tizio si relaziona e in che modo il master di Caio<br />
può garantire le competenze adeguate a un ruolo professionale.</p>
<p>Lo schema ideale per la segnalazione è:</p>
<ul>
<li>Ho lavorato/lavoro con lui/lei</li>
<li>Riconosco che è bravo/bravissimo in questo lavoro</li>
<li>Apprezzo le sue competenze tecniche nel tale settore</li>
<li>Garantisco che sarà di aiuto nello svolgere la tale mansione</li>
</ul>
<p>______________________________<br />
La scrittura nell&#8217;era dei social ancora serve.<br />
Grazie ZiaBe.</p>
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		<title>La Bella Storia d&#8217;Estate, Laboratorio di Scrittura Potente</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Jul 2015 15:11:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[La Bella Storia]]></category>
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		<category><![CDATA[workshop scrittura]]></category>

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		<description><![CDATA[Sabato 1 agosto Altavilla Vicentina (VI) Via Ticino 13 (uscita Autostrada Vicenza Ovest) LA BELLA STORIA d’Estate Laboratorio di Scrittura Potente per &#8220;Ostinati Cercatori di Senso&#8221; Max 15 persone Guarda il VIDEO &#8220;LA BELLA STORIA&#8221; Se ogni volta che prendi in &#8230; <a href="http://www.ariarosa.it/scrittura/la-bella-storia-destate-scrittura-potente/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Sabato 1 agosto<br />
Altavilla Vicentina (VI)<br />
</strong>Via Ticino 13 (uscita Autostrada Vicenza Ovest)<br />
<strong>LA BELLA STORIA d’Estate<br />
Laboratorio di Scrittura Potente<br />
per &#8220;Ostinati Cercatori di Senso&#8221; </strong></p>
<p><strong>Max 15 persone </strong></p>
<div>
<p>Guarda il <a href="http://www.soluzioniolistiche.com/so/la-bella-storia/" target="_blank">VIDEO &#8220;LA BELLA STORIA&#8221;</a></p>
<p>Se ogni volta che prendi in mano la penna ti senti un&#8217;oca inadeguata.<br />
Se scrivi per lavoro e hai la nausea quando devi inviare un&#8217;e-mail<br />
questa giornata fa per te, perché ti fa trovare IL PIACERE di scrivere.</p>
<p>Se invece tieni il diario da quando eri alle elementari e scrivi su qualunque pezzo di carta ti capiti sotto mano.<br />
Se sei un blogger a cui a volte si inaridisce la vena creativa.<br />
Se il tuo sogno nel cassetto è quello di scrivere il tuo libro.</p>
<p>Esistono tecniche divertenti e SEMPLICI che ti possono aiutare e noi le sperimentiamo insieme.</p>
<p><a href="http://www.ariarosa.it/wp-content/uploads/2015/07/SP_La_Bella_Storia_SOGNO1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1116" title="SP_La_Bella_Storia_SOGNO" src="http://www.ariarosa.it/wp-content/uploads/2015/07/SP_La_Bella_Storia_SOGNO1-e1438009383491.jpg" alt="" width="500" height="419" /></a></p>
<p>====================<br />
<strong>Info:</strong><br />
Marta Casa +39 349 538.81.95<br />
Regina Moretto +39 340 580.25.31<br />
email: info@martacasa.com<br />
====================</p>
<p>Guarda il <a href="http://www.soluzioniolistiche.com/so/la-bella-storia/" target="_blank">VIDEO &#8220;LA BELLA STORIA&#8221;</a></p>
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		<title>Come ti cucino la scrittura, corso in Business Channel</title>
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		<pubDate>Sat, 04 May 2013 23:55:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scrittura]]></category>
		<category><![CDATA[Business Channel]]></category>
		<category><![CDATA[corso di scrittura]]></category>
		<category><![CDATA[scrittura]]></category>
		<category><![CDATA[scrittura efficace]]></category>

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		<description><![CDATA[I COLORI DELLA SCRITTURA INGREDIENTI 15 Persone Curiose 1 Guida Entusiasta 100 gr. di Desiderio di Sperimentare 150 gr. di Voglia di Migliorarsi 100 gr. di Senso dell’Umorismo Nuvole di Parole a volontà Passione q.b. PROCEDIMENTO Prendete le 15 persone &#8230; <a href="http://www.ariarosa.it/scrittura/come-ti-cucino-la-scrittura-corso-in-business-channel/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>I COLORI DELLA SCRITTURA</em></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>INGREDIENTI<br />
</strong>15 Persone Curiose<br />
1 Guida Entusiasta<br />
100 gr. di Desiderio di Sperimentare<br />
150 gr. di Voglia di Migliorarsi<br />
100 gr. di Senso dell’Umorismo<br />
Nuvole di Parole a volontà<br />
Passione q.b.</p>
<p><strong>PROCEDIMENTO<br />
</strong>Prendete le 15 persone e riunitele in una stanza bene illuminata, munita di proiettore, lavagna a fogli mobili e pennarelli. Fare attenzione ad utilizzare pennarelli freschi di giornata.<br />
Disponete le 15 persone a piacere nella stanza, lasciandole raggruppare secondo il loro estro personale. A volte può essere necessario rimescolare un po’ le posizioni per amalgamare il tutto o per ottenere sapori diversi.<br />
Utilizzate la guida entusiasta per aiutarvi a questo scopo.<br />
Quando le persone saranno ben amalgamate potete cominciare ad aggiungere poco a poco il Desiderio di Sperimentare che avrete precedentemente mescolato con la Voglia di Migliorarsi.<br />
Fare bene attenzione a incorporare gradualmente questi ingredienti, in modo tale da non far “impazzire” il composto, che diventerebbe disomogeneo e sgradevole.<br />
Tenete l’impasto nella stanza per almeno 3 ore – 3 ore e mezza in modo che lieviti, poi fatelo riposare per 1 ora e mezza in una sala di ristorante o nell’angolo coffee break.<br />
Riprendete quindi l’impasto così ottenuto e insaporitelo con il Senso dell’Umorismo.<br />
A questo punto è pronto per essere versato nella teglia che avrete precedentemente imburrato con la Passione.<br />
Tenetelo per altre 3 ore circa nella stanza, facendo bene attenzione che la temperatura sia costante (non troppo calda, né troppo fredda) e che non si formino grumi nei vari punti della teglia. L’impasto deve rimanere fluido in modo che l’ingrediente principale – le Nuvole Di Parole &#8211; si espanda in ogni punto della pietanza, sprigionando l’aroma desiderato.</p>
<p>Per la scelta delle Nuvole Di Parole potete sbizzarrirvi secondo il piatto che desiderate cucinare: piccantine o asprette come aperitivo; sapide e corpose per il piatto forte; dolci e seducenti per il dessert. Con accostamenti arditi si possono creare sapori interessanti.</p>
<p>La ripresa video dell’esecuzione della ricetta aggiunge un sapore piacevolmente televisivo all’esperienza.<br />
Il piatto va servito caldo, ma è ottimo anche il giorno dopo, come merenda o spuntino.<br />
Consigliamo di utilizzare teglie di marca Business Channel, che permettono di ottenere la massima resa dagli ingredienti utilizzati.</p>
<p><a href="http://www.ariarosa.it/wp-content/uploads/2013/05/562278_10200900611386104_862632376_n-e1367712515477.jpg"><img title="562278_10200900611386104_862632376_n" src="http://www.ariarosa.it/wp-content/uploads/2013/05/562278_10200900611386104_862632376_n-e1367712515477.jpg" alt="" width="500" height="670" /><br />
</a><em><strong>Fotografia per gentile concessione di Tappo Bar Ristorante, Asolo</strong></em></p>
<p><strong>Di seguito vi elenchiamo alcune varianti alla ricetta I COLORI DELLA SCRITTURA, indicandovene le caratteristiche<br />
</strong><em>(si tratta di TITOLI creativi, ideati dai partecipanti al Corso durante un&#8217;esercitazione guidata. I TITOLI sono stati qui adattati alle esigenze stilistiche del post. Si ringraziano gli autori per i fantasiosi contributi)</em>:</p>
<p><strong><em>La bimba con le trecce</em></strong> – come ingrediente serve una bionda alta e gnocca, che può anche non avere le trecce, ma che deve produrre un’emozione tale da fare in modo che gli altri gliele vedano in testa. Ingrediente di difficile reperimento, ma se lo trovate è gustosissimo.</p>
<p><strong><em>Punto e a capo</em></strong> – variazione minimalista della ricetta. Affascina per il suo gusto innovativo e ricco di sorprese.</p>
<p><strong><em>Mia moglie gioca con le parole</em></strong> – ottimo dessert per grandi e piccini. Gusto semplice, chiaro e deciso, ma ricco di sfumature che si colgono poco a poco.</p>
<p><strong><em>Curioso frettoloso</em></strong> – variante che si accompagna benissimo con l’aperitivo. Ricca di gusto e ideale anche per veloci spuntini in piedi.</p>
<p><strong><em>Vincenzo, sei tu Vincenzo? </em></strong>- questa variante è frutto di una ricerca filologica e si ispira ai piatti dell’epoca di Shakespeare. Solo per palati molto raffinati.</p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em>Un sorriso nella vita </em></strong>- la buona cucina casalinga viene esaltata in questa ricetta semplice e dal sapore genuino.<strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em>Torrente statico</em></strong> – accostamenti sorprendenti per ottenere l’effetto agrodolce che caratterizza questo piatto. Appena lo metti in bocca ha un sapore; quando inizi a gustarlo la percezione cambia. Un’esperienza da provare.</p>
<p><strong><em>La vikinga di Pordenone</em></strong> – una torta salata fatta di delicata pasta sfoglia con un ripieno dai sapori decisi. Piatto nordico con l’anima mediterranea.</p>
<p><strong><em>Dalla campagna al mondo</em></strong> – in questa variante si celebrano la cucina etnica e le contaminazioni di genere. L’ingrediente base sono i prodotti naturali, preferibilmente biologici e a kilometri zero, che vanno combinati con tocchi di esoticità.</p>
<p><strong><em>Pagina due punti bianca </em></strong>- piatto esistenzialista. Una ricetta che fa dell’interrogativo il suo ingrediente principale con risultati diversi a seconda del palato. Piace o non piace. Di certo non lascia indifferenti.<strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em>La paura del cambiamento </em></strong>- ricetta tradizionale dal risultato certo, per chi non desidera correre rischi in cucina. Sapori solidi e strutturati. Del cambiamento si sente forte il profumo.<strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em>Simpatica follia</em></strong> – la <em>nouvelle cuisine</em> in tutto il suo splendore. Questa ricetta – ideale per il <em>brunch</em> &#8211; solletica tutti i sensi: pizzica il naso con il profumo stuzzicante e pervade le papille con il gusto frizzantino, puntando dritta al cuore del sesto senso. Indescrivibile a parole: tutta da assaggiare.</p>
<p><strong>BUON APPETITO!</strong></p>
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