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	<title>Ariarosa &#187; La Bella Storia</title>
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	<description>il blog di Aria Rosa</description>
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		<title>Orologi e mutande. Figuracce autobiografiche</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Aug 2018 09:12:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono a scuola, in seconda elementare. Sono una “brava bambina”, studiosa e obbediente. Alla maestra piaccio molto e alle compagne non dispiaccio, benché sia una secchiona, perché aiuto, passo generosamente i compiti da copiare e, quando si tratta di scrivere &#8230; <a href="http://www.ariarosa.it/scrittura/orologi-e-mutande-figuracce-autobiografiche/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr">Sono a scuola, in seconda elementare.<br />
Sono una “brava bambina”, studiosa e obbediente.<br />
Alla maestra piaccio molto e alle compagne non dispiaccio, benché sia una secchiona, perché aiuto, passo generosamente i compiti da copiare e, quando si tratta di scrivere cronache e temi in italiano, mi trasformo in una vera e propria macchina che sforna testi a profusione, ovviamente tutti diversi, avendo anche l’accortezza di inserire qualche piccolo refuso.<br />
Fin da piccola sono un genio del male!</p>
<p dir="ltr">Stiamo imparando a leggere l’ora perché in seconda si fa la cresima e con la cresima &#8211; si sa &#8211; i padrini e le madrine ti regaleranno l’orologio e mica si può fare la figuraccia barbina di non saperlo leggere!</p>
<p dir="ltr"><a href="http://www.ariarosa.it/wp-content/uploads/2019/02/FB_IMG_1550257188539.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1426" title="fb_img_1550257188539" src="http://www.ariarosa.it/wp-content/uploads/2019/02/FB_IMG_1550257188539-e1550308332506.jpg" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p dir="ltr">
<p dir="ltr">Per insegnarcelo la maestra ci fa allenare su un grande orologio a muro, tondo e giallastro. Lo ricordo nitidamente perché fu il mio incubo.<br />
Ero una bambina iper miope, in veneto <span style="text-decoration: underline;">s</span>i direbbe <em>“orba come un talpòn”</em> (che era proprio ciò che mi ripetevano mie sorelle), ma cercavo disperatamente di non aggravare ulteriormente il mio senso di disagio e inadeguatezza indossando anche gli occhiali, che quando ero bambina erano di una bruttezza imbarazzante e avrebbero definitivamente sancito il mio status di “topo da biblioteca”.<br />
Quindi mi barcamenavo alla bell’e meglio, sedendo in primo banco e, grazie all’aiuto della mitica Alfonsina Bressan, che andava malissimo in italiano, ma ci vedeva come un’aquila, me la cavavo nel copiare i compiti alla lavagna, grazie alle sue dettature sommesse e rapide, sussurrate quando la maestra ci dava le spalle.<br />
In cambio Alfonsina aveva la prelazione sui temi di italiano che macinavo come una catena di montaggio.</p>
<p dir="ltr">Ma con l’orologio è un altro paio di maniche:<br />
Alfonsina è pessima.<br />
Ci vede dieci decimi, ma confonde le lancette e quindi &#8211; impotente a soccorrermi &#8211; assiste rattristata alla mia disfatta.<br />
La maestra non si capacita e io mi sento una traditrice della sua fiducia.<br />
Per fortuna nei giorni successivi la lettura dell’orologio diventa materia di interrogazione alla cattedra.<br />
E’ la mia salvezza: a meno di un metro dal quadrante maledetto riesco a distinguere numeri e lancette e, con voce squillante e sicura, declamo gli orari che la maestra compone per verificare se sappiamo leggere l’ora.<br />
Prendo il solito bel voto e mi aggiudico, come ulteriore gratifica, l’ambito premio supplementare di indicare con la bacchetta le nuove parole da leggere e imparare, scritte alla lavagna dalla maestra.<br />
Ogni settimana viene designata un’alunna meritevole per questa mansione: lei indica le parole e le interrogate le devono leggere. Oltre ad assaporare il potere di impugnare la bacchetta dell’insegnante, si gode del privilegio di non essere interrogate.</p>
<p dir="ltr">Fu così che un brutto giorno si consumò per me la più vergognosa e disdicevole esperienza.</p>
<p dir="ltr">E’ quasi l’una e la maestra mi chiama alla lavagna per indicare le parole.<br />
Mi porge la bacchetta e mi rendo conto, con orrore, che, sotto la gonna e il grembiule, qualcosa non va.<br />
Mi scendono le mutande.<br />
L’elastico infingardo ha scelto proprio quel momento di mia massima autorevolezza per cedere.<br />
Incerta su come procedere, barcollo. Cerco di trattenere le mutande al di sopra degli indumenti, ma la presa non è delle più semplici. Nel frattempo devo alzare il braccio destro per tendere la bacchetta verso la lavagna.<br />
Ho sette anni e sono piccola. A ogni estensione del braccio sento le mutande scivolare inesorabilmente.<br />
Mi contorco: un colpo di bacchetta alla lavagna e una rapida strizzata al grembiule, al di sotto della vita, nel disperato tentativo di raggiungere e placcare le mutande al di sotto delle gonne. Devo sembrare un ginnasta contorsionista, ma nessuno ci fa caso, né la maestra (troppo occupata a rampognare chi commette errori) né le mie compagne, protese nello sforzo di compitare le lettere.<br />
Nessuno bada a me.<br />
Oggi mi fa persino ridere l’idea di come restassero ignare e impassibili mentre sotto i loro occhi si consumava la tragedia della frantumazione del mio <em>personal branding</em>. Ma forse se ne erano accorte e avevano scelto di far finta di nulla per non umiliarmi, in fondo ero la prima della classe e poi magari mi volevano anche un po’ di bene.<br />
Chi l’ha detto che i bambini sono crudeli?</p>
<p dir="ltr">In qualche modo giungo alla fine dell’incarico e posso finalmente correre in bagno a sfilarmi le mutande e nasconderle in cartella: ho vinto, non sono cadute a terra, le ho tolte io.</p>
<p dir="ltr">Da quel giorno pretesi di indossare la rassicurante calzamaglia, che con il suo avvolgente abbraccio avrebbe arginato possibili crolli di lingerie e autostima.</p>
<p>Che sia così che si costruisce il proprio look?</p>
<p dir="ltr">© Photo by Noah Silliman on Unsplash</p>
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		<title>La casa della memoria</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jul 2018 09:07:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mi ricordo… tanto, tutto. A volte mi sembra di essere sommersa dai ricordi di quand’ero piccola, bambina, anche se non riesco a risalire con ricordi coscienti e nitidi oltre i 4 anni, ma ricordo. Ricordo immagini, flash; ricordo la casa &#8230; <a href="http://www.ariarosa.it/scrittura/la-casa-della-memoria/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr">Mi ricordo…<br />
tanto, tutto.</p>
<p dir="ltr">A volte mi sembra di essere sommersa dai ricordi di quand’ero piccola, bambina, anche se non riesco a risalire con ricordi coscienti e nitidi oltre i 4 anni, ma ricordo.<br />
Ricordo immagini, flash; ricordo la casa di Cornuda, quella casa dove, ancor oggi, a quasi 60 anni, la mente corre quando deve ambientare qualche scena; quando, leggendo un romanzo, voglio collocarne il protagonista in un luogo fisico.</p>
<p dir="ltr">Allora il giardino diventa la Giungla Nera, dove Kammamuri arranca sul Giaròn, mentre pellerossa appostati tra le pannocchie lo prendono di mira con frecce incendiarie.</p>
<p dir="ltr">Alice scava cunicoli nelle aiuole di garofanini cinesi, i fiori preferiti di mia nonna Regina, inseguendo il Bianconiglio che si tuffa sottoterra estraendo l’orologio a cipolla dal panciotto.</p>
<p dir="ltr"><a href="http://www.ariarosa.it/wp-content/uploads/2019/02/FB_IMG_1550257096570.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1420" title="fb_img_1550257096570" src="http://www.ariarosa.it/wp-content/uploads/2019/02/FB_IMG_1550257096570-e1550307949733.jpg" alt="" width="500" height="345" /></a></p>
<p dir="ltr">Quella casa è <strong>LA</strong> casa.<br />
Forse lo è perché, in realtà, mica me la ricordo davvero… è come se fosse una casa diffusa, con stanze che affiorano dalla memoria, come isolotti di secca nella bassa marea, scollegate tra loro e ognuna percepita e assaporata come unità a se stante.</p>
<p dir="ltr">La casa della memoria.</p>
<p dir="ltr">
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		<title>Madeleine e vecchi merletti</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Jun 2018 08:57:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Luoghi della memoria #LaBellaStoria Ricordo la casa con il salotto sempre in penombra, con le &#8220;rotolande&#8221; (la zia Bettina le persiane le chiamava così) abbassate, perché era la stanza dove non si entrava quasi mai e nemmeno ricordo da dove &#8230; <a href="http://www.ariarosa.it/scrittura/madeleine-e-vecchi-merletti/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr">
<h3><strong>Luoghi della memoria</strong><br />
#LaBellaStoria</h3>
<p dir="ltr"><a href="http://www.ariarosa.it/wp-content/uploads/2019/02/FB_IMG_1550257165074.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1413" title="fb_img_1550257165074" src="http://www.ariarosa.it/wp-content/uploads/2019/02/FB_IMG_1550257165074-e1550307357325.jpg" alt="" width="500" height="332" /></a></p>
<p dir="ltr">Ricordo la casa con il salotto sempre in penombra, con le <em>&#8220;rotolande&#8221;</em> (la zia Bettina le persiane le chiamava così) abbassate, perché era la stanza dove non si entrava quasi mai e nemmeno ricordo da dove vi si accedesse, ma ho viva nella mente l’immagine dei divanetti con i piedini (in veneto <em>&#8220;i pécoi&#8221;</em>) a forma di zampette di leone e la tappezzeria a foglie verdi su fondo avorio, fissata da borchiette a testa lucida e tonda, su un gros grain di passamaneria verde bottiglia.</p>
<p dir="ltr">Sulle testiere delle poltrone frau di pelle marrone scuro la zia Bettina appoggiava i suoi centrini fatti a rete, dove orge di amorini grassi e veneri danzanti si contendevano cornucopie stracolme di frutti.</p>
<p dir="ltr">Per la zia Bettina i centrini di merletto a filet erano il segno di massima distinzione e raffinatezza, sopravvissute vestigia dei bei tempi andati e della nobiltà decaduta dei suoi avi.<br />
L’aura luminosa dei Mazzocato aleggiava sui poggiatesta e sui centrotavola lavorati al tombolo, perché la zia Bettina ti sapeva raccontare le storie di famiglia con dovizia di particolari e ne faceva scaturire aneddoti succosi, come dalla madeleine di Proust.</p>
<p dir="ltr"><a href="http://www.ariarosa.it/wp-content/uploads/2019/02/FB_IMG_1550257171448.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1414" title="fb_img_1550257171448" src="http://www.ariarosa.it/wp-content/uploads/2019/02/FB_IMG_1550257171448-e1550307445644.jpg" alt="" width="500" height="539" /></a></p>
<p dir="ltr">
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<p dir="ltr">Va detto che lei, grande narratrice, era molto più divertente di Proust, avendo a disposizione, negli scandali e nei segreti di famiglia, un ottimo materiale letterario.</p>
<p dir="ltr"><em>© Photo by Emily Valletta on <span style="text-decoration: underline;">Unsplash</span></em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Volti: una zia conturbante</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2018 08:30:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La zia Bettina, detta zia Be, aveva una sua personale visione della moda e dell’eleganza. I turbanti fissati con spilloni erano per lei il massimo dello chic, così come i colli di pelliccia, da fissare sui cappotti o i manicotti &#8230; <a href="http://www.ariarosa.it/scrittura/volti-una-zia-conturbante/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr">La zia Bettina, detta zia Be, aveva una sua personale visione della moda e dell’eleganza.<br />
I turbanti fissati con spilloni erano per lei il massimo dello chic, così come i colli di pelliccia, da fissare sui cappotti o i manicotti in agnellino persiano e i guanti… una signora non esce mai senza guanti: ne possedeva persino di pizzo bianco e avorio, da utilizzare d’estate.</p>
<p dir="ltr">
<p dir="ltr">
<p><a href="http://www.ariarosa.it/wp-content/uploads/2019/02/FB_IMG_1550257835005-e1550305636118.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1398" title="fb_img_1550257835005" src="http://www.ariarosa.it/wp-content/uploads/2019/02/FB_IMG_1550257835005-e1550305636118.jpg" alt="Una zia conturbante" width="500" height="448" /></a></p>
<p>Da bambina ero affascinata dai suoi accessori, anche da quelli più <em>trash</em>, perché la zia Be coltivava un gusto eclettico, che la conduceva a esplorare gli accostamenti più surreali, ottenendone degli choc poetici stile Mirò.</p>
<p>Raccoglieva le sorprese dell’uovo di Pasqua per adornarsene.<br />
Tanto le faceva indossare un foulard di seta che una reticella sintetica per i capelli. Alternava ninnoli di plastica e similoro, con spille d’argento e cammei in avorio, che lei chiamava <em>“brelò”</em>.<br />
Ancora oggi l’etimologia di <em>“brelò”</em> mi risulta oscura, forse una contaminazione dal francese <em>“broche”</em> incrociato con il concetto di luccicore e brillantezza.</p>
<p>La cosa certa è che la zia Be aveva fantasia da vendere e la capacità meravigliosa di guardare il mondo con occhi bambini: ciò che riluceva per lei era oro.<br />
Vedeva la bellezza oltre il valore, anche se ogni tanto sospirava, rammentando i gioielli di famiglia dilapidati da un padre giocatore compulsivo e mani buche, oppure dispersi dalla sorella maggiore, mia nonna Regina, che amava agghindarsi con gioielli veri per sfilare sul palco alle recite delle suore canossiane.</p>
<p>Secondo la zia Be gli ultimi preziosi resti dell’esiguo patrimonio Mazzocato erano stati persi così, danzando su una scena.<br />
Io trovavo che fosse un modo esaltante di perdere un patrimonio e, quando la zia Be me lo raccontava, vedevo la nonna Regina vorticare al centro di un palcoscenico, con un’ampia gonna di tulle e falpalà, schizzando perle e pietre preziose in tutte le direzioni.<br />
Un lussuoso vortice dispersivo che sprizzava luce e felicità.<br />
Forse è per questo che non sono mai riuscita a dare valore all’oro e ai gioielli.<br />
A me piace che siano vistosi, luccicanti, anche pacchiani, ma che si vedano da lontano. Come una gazza ladra adoro il bagliore e l’effetto scenico: un piccolo prezioso orecchino non compete con lo strass luccicante.</p>
<p>Potenza della genealogia.</p>
<p dir="ltr">
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		<title>LA BELLA STORIA ce l&#8217;abbiamo dentro</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Feb 2018 20:43:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ovvero come trasformare una cozza in un cuore. Come si racconta la propria #BellaStoria ? Ci sono tanti modi. Si può ripercorrere la strada nota della propria vita per scoprire che magari ci sono pezzetti importanti per noi che abbiamo &#8230; <a href="http://www.ariarosa.it/scrittura/la-bella-storia-ce-labbiamo-dentro/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Ovvero come trasformare una cozza in un cuore.</strong></em></p>
<p>Come si racconta la propria <strong>#BellaStoria</strong> ?<br />
Ci sono tanti modi.</p>
<p><a href="http://www.ariarosa.it/wp-content/uploads/2018/02/Cozza_Cuore_aaron-burden-304587-unsplash.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1324" title="cozza_cuore_aaron-burden-304587-unsplash" src="http://www.ariarosa.it/wp-content/uploads/2018/02/Cozza_Cuore_aaron-burden-304587-unsplash-e1519245670251.jpg" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p>Si può ripercorrere la strada nota della propria vita<br />
per scoprire che magari ci sono pezzetti importanti per noi<br />
che abbiamo lasciato indietro e che ci fa piacere recuperare:<br />
pacchi regalo natalizi da scartare, prati verdi e taxi gialli.<br />
Luci e ombre che si avvicendano.</p>
<p>E&#8217; bello provare il sottile piacere di indugiare su oggetti, pensieri, persone,<br />
che simbolicamente rappresentano ciò a cui siamo legati<br />
in modo intimo e struggente, per poi farsi delle belle risate<br />
sulle menate con cui ci complichiamo la vita<br />
e lanciarsi in nuovi scenari con immagini ardite,<br />
usando le parole come paracadute colorati.</p>
<p><strong>&#8220;LA BELLA STORIA&#8221; e il nòcciolo segreto<br />
</strong>Chiamo #BellaStoria quella parte così privata di ciascuno di noi,<br />
che gli altri non possono conoscere, a meno che non decidiamo<br />
di condividerla.</p>
<p>Nella Bella Storia sono racchiusi i ricordi giganteschi di immagini<br />
quotidiane, che i nostri occhi piccini spalancati sul mondo registravano<br />
con metriche relative e personali.<br />
La Bella Storia contiene sogni, desideri, emozioni irragionevoli e collerici capricci,<br />
attraverso i quali ci siamo misurati con un mondo<br />
che ha cercato di piegarci alle sue regole.<br />
Qualche volta ne siamo usciti vittoriosi.<br />
Qualche volta con le ossa rotte.<br />
Entrambi gli scenari sono interessanti.<br />
Entrambi appartengono solo a noi.</p>
<p>La scrittura fonde gli elementi che compongono la nostra<br />
identità in un crogiuolo in cui si amalgamano per generare<br />
la visione di nuove strade.</p>
<p><strong>UTILE E&#8217; BELLO.<br />
</strong>A cosa serve scrivere &#8220;LA BELLA STORIA&#8221;?<br />
Serve a intenerirsi sugli affetti e a inorgoglirsi per i successi<br />
e la capacità di tornare in piedi dopo le cadute.</p>
<p>Serve a <strong>presentarsi magicamente</strong>, chiamando a raccolta <strong>tutti i talenti,<br />
le risorse interne, le capacità innate e le competenze apprese</strong>.</p>
<p>Serve a <strong>dirsi </strong><em><strong>&#8220;sono proprio bravo</strong> a svolgere questo compito&#8221;<br />
</em>e a comprendere<em> &#8220;chi sono e cosa voglio veramente fare della mia vita&#8221;.</em></p>
<p>Serve a <strong>trovare nuove parole, fresche e vivaci</strong>,<br />
con cui dipingere di passione i propri progetti.</p>
<p><em><strong>Basta raccontare, adesso si narra.</strong></em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>No BellaStoria No Casa Bianca</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Nov 2016 19:12:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[elezioni USA]]></category>
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		<category><![CDATA[Hillary Clinton]]></category>
		<category><![CDATA[La Bella Storia]]></category>
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		<category><![CDATA[scrittura]]></category>
		<category><![CDATA[Scrittura Potente]]></category>
		<category><![CDATA[Trump]]></category>

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		<description><![CDATA[Le elezioni USA si vincono grazie a un accurato lavoro sul Personal Branding. Lo abbiamo visto con Obama e oggi siamo qui a ragionare su: Come cavolo ha fatto quel cafone di Trump a vincere le elezioni? Questa è la &#8230; <a href="http://www.ariarosa.it/scrittura/no-bellastoria-no-casa-bianca/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le elezioni USA si vincono grazie a un accurato lavoro sul Personal Branding. Lo abbiamo visto con Obama e oggi siamo qui a ragionare su:<br />
<span style="font-weight: bold; font-style: italic;">Come cavolo ha fatto quel cafone di Trump a vincere le elezioni?</span></p>
<p>Questa è la domanda del giorno, che alcuni di noi, ancora sotto choc, si pongono. Gli analisti adesso stanno commentando una vittoria che i Simpson avevano predetto nel 2000, in un cartone animato in cui Lisa Simpson, divenuta Presidente, doveva rimediare ai danni del suo predecessore, che – guarda caso &#8211; era proprio Trump.<br />
Quando si dice il meraviglioso realismo della fantasia!</p>
<p>Leggi qui il contributo di <a href="http://www.linkedin.com/in/davidedalmaso95/en" target="_blank">Davide Dal Maso</a> e <a href="http://www.linkedin.com/in/albertonalin/en" target="_blank">Alberto Nalin</a> su questo tema <a href="http://www.linkedin.com/pulse/il-marketing-di-trump-vince-contro-la-pubblicit%C3%A0-della-dal-maso" target="_blank">https://www.linkedin.com/pulse/il-marketing-di-trump-vince-contro-la-pubblicità-della-dal-maso</a></p>
<p><a href="http://www.ariarosa.it/wp-content/uploads/2016/11/Pulse_No-BellaStoria1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1220" title="Pulse_No BellaStoria" src="http://www.ariarosa.it/wp-content/uploads/2016/11/Pulse_No-BellaStoria1-e1478719216156.jpg" alt="" width="500" height="285" /></a></p>
<p>Mentre la pagina web del sito ufficiale dell’immigrazione canadese va in crash e su Twitter si ironizza sul fuggifuggi dagli USA verso il vicino Canada, la rete è in fermento e io mi consolo cercando di comprendere perché, fino all’ultimo, ho sperato che Trump perdesse.</p>
<p>Questo è il punto.</p>
<p>Come tanti altri non speravo che Hillary Clinton vincesse, ma che battesse il suo avversario. Dopo il primo attimo di incredulo sgomento ho quindi deciso di analizzare perché, dal punto di vista dei “contenuti” e del <em>“personal branding”</em> si trattasse della cronaca di una sconfitta annunciata.</p>
<p>Cosa è conveniente mettere in funzione per raggiungere le persone con il tuo messaggio?<br />
Di seguito considero 4 elementi chiave:</p>
<ol>
<li>Le Emozioni.</li>
<li>La Narrazione.</li>
<li>L&#8217;Identificazione.</li>
<li>Il Personal Branding.</li>
</ol>
<h1><em><strong>Sul fronte delle Emozioni:<br />
</strong></em><em><strong> il Guascone batte l’Algida</strong></em></h1>
<p>Donald Trump è un terribile, orrendo, volgare guascone.<br />
Ispira disgusto, avversione, rabbia, oppure suscita ammirazione e desiderio di imitarlo. Ricorda i nostri leghisti che urlavano <em>“in culo a Roma ladrona”</em> e in effetti hanno avuto un notevole seguito.<br />
Si aggancia ai sentimenti negativi e alle emozioni pure delle persone, quelle in cui non si ragiona con il lobo prefrontale, ma si fa agire il buon vecchio rettile che da millenni ci preserva dalle minacce e ci fa perpetuare la specie: quell’antico sauro per il quale vige la semplice regola <em>“tu mi dai un pugno, io ti do un pugno”</em>.<br />
Insomma in lui non c’è nulla di tiepido.</p>
<p>Hillary Clinton invece è algida, controllata, calcolatrice.<br />
E’ donna, ma sta antipatica pure alle donne, perché quando becca il consorte con la Lewinsky, abbozza.<br />
Sicuramente reagisce nel modo migliore per mantenere il controllo, ma il controllo – si sa – è il contrario del piacere.<br />
La buona vecchia Medea, se si fosse trovata al posto di Hillary, lo avrebbe sterminato in un bagno di sangue, maledicendo lui e la sua progenie: forse poco efficace a fini politici, ma di grande effetto scenico e gli umani amano il conflitto.<br />
Hillary Clinton ha avuto il suo <em>spannung</em> epico e ha scelto di non giocarselo.</p>
<p><em>“Vogliono una donna presidente, ma non questa donna”</em>, osservava prima del voto la sondaggista Ann Selzer.</p>
<p>Così è stato.</p>
<h2><em><strong>Sul fronte della Narrazione:<br />
l’Epopea batte la Logica</strong></em></h2>
<p>Senza conflitto non c’è letteratura.<br />
Alla base di una buona storia c’è la tensione narrativa.<br />
Come insegnano le più elementari regole dello <em>storytelling</em>, per avvincere il tuo pubblico ti servono un eroe, un nemico, un doloroso problema e una brillante soluzione.</p>
<p>Trump saccheggia a man bassa l’immaginario collettivo della piccola america razzista, bigotta, omofoba e anticomunista e lo rende suo.<br />
Rispolvera l’epopea dei pionieri al grido di <em>“make America great again”</em> e in quell’avverbio concentra i più potenti simboli dell’aggregazione: l’orgoglio e l’appartenenza, senza contare che si fa aiutare da allitterazioni e consonanze.<br />
A sostenerlo sullo sfondo appare John Wayne, che pure se ammazzava i pellerossa ci è stato simpatico a tutti, almeno fino a quando sono arrivati Dustin Hoffman e Kevin Costner.</p>
<p><em>“Torniamo a essere uniti”</em> è una delle sue frasi geniali, che fa trasparire la necessità di ristabilire qualcosa che si è perso.<br />
<em>“Torniamo”</em>.<br />
Tornare a un non meglio identificato “prima”, in cui ciascuno può infilarci i fantasmi preferiti: dai cosacchi mangiabambini, ai barbuti incappucciati e imbottiti di tritolo, alle famiglie gay.</p>
<p>Hillary Clinton parla invece la voce della logica e vanta la coerenza di una carriera impegnata e lineare, ma sempre in stretta connessione con il potere.<br />
Di conseguenza l’elettorato segue Trump che gli ricorda <em>“L’establishment vi ha tradito”</em>.</p>
<p>I migliori fatti se non sono narrati con parole chiare e luminose non arrivano al cuore del pubblico e, mentre Trump coltiva il suo brand, Clinton si concentra sulla logica delle azioni.</p>
<h1><strong><em>Sul fronte dell’Identificazione:<br />
il Normale Cialtrone batte la Perfettina</em></strong></h1>
<p>Trump è pieno di difetti: non si è fatto da solo, ma ha ereditato denaro e potere dal padre; è un voltagabbana che ci ha provato prima con i democratici, per poi approdare alla destra, comprendendo che avrebbe meglio soddisfatto i suoi obiettivi; i suoi messaggi sono volutamente offensivi, maleducati, sessisti, perché lui sa bene che su questo codice linguistico aggancia gli strati ignoranti della popolazione, che sono la maggioranza.<br />
Fa attrazione alle fasce povere e prive di diritti, additando loro un nemico comune <em>“l’establishment”</em>; li ispira all’odio e alla divisione, gridando “restiamo uniti”.<br />
Pronuncia parole che dividono, parole pericolose, ma potenti.<br />
Sa il fatto suo e costruisce un brand di spessore.</p>
<p>Hillary Clinton, che invece si è sempre battuta per i diritti, dai giovani detenuti alle madri single, ai bambini disabili, lo ha però sempre fatto da una posizione di potere e privilegio.<br />
Lei parla la lingua dei radical chic, che non convince il sottoproletariato urbano.</p>
<p>Le logiche del networking insegnano che per ispirare le persone è opportuno che tu ti ponga al loro livello: non sopra, né sotto, non troppo bravo, né totalmente inetto, ma sufficientemente incazzato e passionale da trascinare gli altri, agganciando la loro paura, la loro rabbia, il loro dolore.</p>
<p>Le personcine perfette dai capelli composti mancano di umanità e gli esseri umani per identificarsi hanno bisogno del sudore e delle lacrime.<br />
Sono passati millenni da quando il rettile ci governava, ma dentro a quella nocciolina interna al cervello, che si chiama amigdala, funzioniamo ancora così e chi sa muovere quelle leve ci può manipolare a piacimento.</p>
<h2><strong><em>Sul fronte del Personal Branding:<br />
il Creatore di Contenuti batte l’Oppositrice</em></strong></h2>
<p>Una storia da raccontare, che susciti emozioni nel pubblico, che ispiri gli altri a seguirti, funziona solo se lavori seriamente sulla tua intima essenza, altrimenti detta <em>“personal branding”</em>.</p>
<p>Hillary Clinton ha impostato la sua comunicazione “in opposizione” e l’opposizione non è che una forma di dipendenza.<br />
Chi si oppone non ha contenuti e valori propri per cui combattere.<br />
Chi si oppone resta agganciato alla comunicazione dell’altro, al suo eloquio, ai suoi argomenti.<br />
Chi si oppone e non propone il Suo Sogno, resta schiavo delle idee degli oppositori e della concorrenza.<br />
Se al tuo progetto non ci credi tu, perché mai gli altri ti dovrebbero seguire?</p>
<p><em><strong>Donald Trump ci mette forza ed energia:<br />
ti può fare schifo, ma convince e vince.</strong></em></p>
<p>In fondo in fondo non facevo il tifo per Hillary nemmeno io, solo speravo che Trump perdesse.<br />
Avevo dimenticato che quando si combatte è opportuno farlo <em>“per qualcosa che mi sta a cuore”</em>, anziché <em>“contro qualcos’altro”</em>.</p>
<p><strong>No #BellaStoria No CasaBianca</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>La Bella Storia d&#8217;Estate, Laboratorio di Scrittura Potente</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Jul 2015 15:11:07 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sabato 1 agosto Altavilla Vicentina (VI) Via Ticino 13 (uscita Autostrada Vicenza Ovest) LA BELLA STORIA d’Estate Laboratorio di Scrittura Potente per &#8220;Ostinati Cercatori di Senso&#8221; Max 15 persone Guarda il VIDEO &#8220;LA BELLA STORIA&#8221; Se ogni volta che prendi in &#8230; <a href="http://www.ariarosa.it/scrittura/la-bella-storia-destate-scrittura-potente/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Sabato 1 agosto<br />
Altavilla Vicentina (VI)<br />
</strong>Via Ticino 13 (uscita Autostrada Vicenza Ovest)<br />
<strong>LA BELLA STORIA d’Estate<br />
Laboratorio di Scrittura Potente<br />
per &#8220;Ostinati Cercatori di Senso&#8221; </strong></p>
<p><strong>Max 15 persone </strong></p>
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<p>Guarda il <a href="http://www.soluzioniolistiche.com/so/la-bella-storia/" target="_blank">VIDEO &#8220;LA BELLA STORIA&#8221;</a></p>
<p>Se ogni volta che prendi in mano la penna ti senti un&#8217;oca inadeguata.<br />
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questa giornata fa per te, perché ti fa trovare IL PIACERE di scrivere.</p>
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