Scrittura18 maggio 2018

Volti: una zia conturbante

La zia Bettina, detta zia Be, aveva una sua personale visione della moda e dell’eleganza.
I turbanti fissati con spilloni erano per lei il massimo dello chic, così come i colli di pelliccia, da fissare sui cappotti o i manicotti in agnellino persiano e i guanti… una signora non esce mai senza guanti: ne possedeva persino di pizzo bianco e avorio, da utilizzare d’estate.

Una zia conturbante

Da bambina ero affascinata dai suoi accessori, anche da quelli più trash, perché la zia Be coltivava un gusto eclettico, che la conduceva a esplorare gli accostamenti più surreali, ottenendone degli choc poetici stile Mirò.

Raccoglieva le sorprese dell’uovo di Pasqua per adornarsene.
Tanto le faceva indossare un foulard di seta che una reticella sintetica per i capelli. Alternava ninnoli di plastica e similoro, con spille d’argento e cammei in avorio, che lei chiamava “brelò”.
Ancora oggi l’etimologia di “brelò” mi risulta oscura, forse una contaminazione dal francese “broche” incrociato con il concetto di luccicore e brillantezza.

La cosa certa è che la zia Be aveva fantasia da vendere e la capacità meravigliosa di guardare il mondo con occhi bambini: ciò che riluceva per lei era oro.
Vedeva la bellezza oltre il valore, anche se ogni tanto sospirava, rammentando i gioielli di famiglia dilapidati da un padre giocatore compulsivo e mani buche, oppure dispersi dalla sorella maggiore, mia nonna Regina, che amava agghindarsi con gioielli veri per sfilare sul palco alle recite delle suore canossiane.

Secondo la zia Be gli ultimi preziosi resti dell’esiguo patrimonio Mazzocato erano stati persi così, danzando su una scena.
Io trovavo che fosse un modo esaltante di perdere un patrimonio e, quando la zia Be me lo raccontava, vedevo la nonna Regina vorticare al centro di un palcoscenico, con un’ampia gonna di tulle e falpalà, schizzando perle e pietre preziose in tutte le direzioni.
Un lussuoso vortice dispersivo che sprizzava luce e felicità.
Forse è per questo che non sono mai riuscita a dare valore all’oro e ai gioielli.
A me piace che siano vistosi, luccicanti, anche pacchiani, ma che si vedano da lontano. Come una gazza ladra adoro il bagliore e l’effetto scenico: un piccolo prezioso orecchino non compete con lo strass luccicante.

Potenza della genealogia.

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